Scarti delle filiere agroalimentari: rifiuti come fonti di biomolecole utili ad alto valore aggiunto
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Prenotazione necessaria
L'industria agroalimentare genera una vasta gamma di scarti e sottoprodotti lungo tutta la catena di lavorazione, dalla fase di produzione agricola fino al consumo finale. Questi materiali, se opportunamente intercettati e valorizzati, rappresentano una risorsa strategica per l'avvio di processi produttivi bio-based e a basso impatto ambientale .
Nelle fasi di trasformazione delle matrici agroalimentari provenienti dalle filiere vitivinicolo, olivicolo, lattiero-caseario, ortofrutticolo, si generano sottoprodotti ricchi di composti bioattivi, zuccheri, oli, fibre, proteine. Tali sottoprodotti possono essere valorizzati con processi biotecnologici e termochimici per produrre energia, fertilizzanti, ingredienti funzionali, biomolecole ad alto valore aggiunto, bioplastiche e mangimi. Questo approccio contribuisce in modo significativo all'economia circolare e riduce l'impatto ambientale degli scarti agroalimentari
Argomenti
Discipline
- Organizzazione
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Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)
- Dipartimento / Istituto
- Dipartimento Sostenibilità, circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali/ Divisione Sistemi agroalimentari sostenibili
- Laboratorio
- Innovazione delle filiere agroalimentari
- Organizzazioni partner
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Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)
- Responsabili scientifici
- Maurizio Notarfonso